Sisma Bonus

Sismabonus ed ecobonus post sisma: la guida per sciogliere ogni dubbio

20 Luglio 2021

Nel nuovo vademecum realizzato dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio di Ministri e dall'Agenzia delle entrate, le risposte alle domande di operatori e cittadini

quesiti sisma bonus

Come usufruire delle agevolazioni fiscali maggiorate del 50% in alternativa al contributo per la ricostruzione? Quando è possibile lo sconto in fattura o la cessione del credito in alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi? Le soluzioni a questi e molti altri quesiti nella nuova guida delle Entrate, pubblicata nella sezione del sito dedicata alle guide fiscali "l'Agenziainforma" e su questa rivista, realizzata con il Dipartimento "Casa Italia" della Presidenza del Consiglio di Ministri, dal titolo: "Incentivi fiscali Sismabonus ed ecobonus nei territori colpiti da eventi sismici. Quesiti e soluzioni".

In particolare, come affermato nella prefazione da Elisa Grande, capo del Dipartimento, e da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia, con l'attuale pubblicazione si vuole "assicurare la più ampia collaborazione con le strutture impegnate nei processi di ricostruzione, per sostenere in maniera efficace il rinnovamento del patrimonio abitativo, in particolare in quelle aree del Paese, già interessate da eventi sismici, nelle quali la ripresa socio-economica non può che essere accompagnata dalla rigenerazione e dalla riqualificazione urbana".

La guida è articolata sotto forma di quesiti, analisi della problematica e chiarimenti esplicativi, e prospetta le soluzioni interpretative tramite risposte di agevole lettura.

Gli incentivi fiscali, un volàno per la ripartenza

I contributi per la ricostruzione, il Sismabonus e l'Ecobonus sono finalizzati ad aiutare i territori colpiti da eventi sismici a porre le basi per la ripartenza. Ma occorre facilitare operatori e cittadini che intendono accedere agli incentivi fiscali, con informazioni chiare. La nuova guida, in 39 domande e 39 risposte, fornisce tutte le informazioni per rendere più comprensibile e quindi concretamente applicabile la normativa di favore. Le soluzioni proposte rispondono a problematiche reali poste dalle amministrazioni, dalle strutture impegnate nella ricostruzione, dagli operatori e dai singoli cittadini. La prima parte del documento fornisce risposte ai quesiti di ordine generale, la seconda offre chiarimenti sulle singole misure e l'ultima parte affronta ulteriori quesiti.

Come usufruire della maggiorazione del 50%

Il vademecum approfondisce in modo puntuale alcuni temi, in primis le nozioni di eccedenza e alternatività, relative alla fruizione delle agevolazioni fiscali e dei contributi per la ricostruzione. In In caso di spesa eccedente il contributo per la ricostruzione, il valore dell'aliquota massima ammessa in detrazione è pari al valore ordinario del 110%. Diversamente, se il contribuente rinuncia al contributo per la ricostruzione, può fruire in termini incrementati dell'agevolazione fiscale nella misura maggiorata del 50% riguardante il limite di spesa. Ma è importante sapere come calcolare l'importo eccedente il contributo per la ricostruzione. La risposta a un quesito (n. 4) chiarisce con un esempio pratico che se per un determinato intervento, il cui costo è pari a 100.000 euro, viene erogato un contributo per la ricostruzione di 60.000 euro, sulla spesa rimasta a carico del contribuente, pari a 40.000 euro, può essere calcolata la detrazione del 110% (pari a 44.000 euro).

Quando la cessione credito e lo sconto in fattura

Sono due modalità alternative alla fruizione diretta della detrazione nella dichiarazione dei redditi, grazie all'articolo 121 del decreto "Rilancio" (Dl n. 34/2020). Ma nel caso concreto in cui un contribuente si voglia avvalere delle opzioni della cessione del credito o dello sconto in fattura, e usufruisca congiuntamente delle agevolazioni fiscali e del contributo per la ricostruzione, deve tenere separate le due rendicontazioni. La risposta a un quesito (n. 14) precisa, infatti, che occorre distinguere la parte imputabile al contributo per la ricostruzione da quella che, invece, eccede il contributo stesso, ossia le spese che rimangono a carico del contribuente, per cui si richiede l'agevolazione fiscale. Inoltre è necessaria l'emissione di Sal (lo Stato di Avanzamento Lavori) minimi al 30%, indicando le quote di spesa assistite dal contributo per la ricostruzione e dai bonus fiscali.

ESCLUSIONE ISEE IMMOBILI INAGIBILI - Comma 986

Pubblicata 15 febbraio2019

In sede di approvazione è prevista, per il 2019 l'esclusione ai fini dell'indicatore ISEE del valore degli immobili / fabbricati di proprietà distrutti / non agibili in seguito a calamità naturali.


SISMA BONUS: AGEVOLAZIONI FISCALI 2019

Pubblicato 1 Febbraio 2019 

Come risaputo, l'Italia è considerata per il 70% del suo territorio una zona fortemente sismica, dal momento che si trova proprio laddove la placca africana si infossa e spinge quella eurasiatico; per questo è un Paese ad elevato rischio sismico. Il fenomeno del terremoto, difatti, è causato dal movimento delle placche, le quali urtando l'una contro l'altra danno origine a questa forte energia.

Proprio a fronte di questo pericolo e per l'alta possibilità che si manifesti tale evento catastrofico, il Governo offre una serie di misure agevolative, tra cui il cosiddetto "sisma bonus".

Si tratta di un'agevolazione fiscale introdotta dal Governo Gentiloni, che permette ai contribuenti di usufruire di una detrazione ai fini Irpef; in particolare tale detrazione incide sulle spese sostenute per far fronte ai lavori edilizi antisismici sia su abitazioni, sia su immobili adibiti ad attività produttive.

L'attuale Legge di Bilancio, da pochi giorni entrata in vigore, permette di usufruire di tale agevolazione per tutti i contribuenti persone fisiche che sostengono spese edilizie fino al 31 dicembre 2021.

Con la stessa Legge approvata a pochi giorni dalla conclusione del 2018, si interviene oltre che sul sisma bonus, anche su una serie di altri bonus quali bonus verde, bonus cultura e/o bonus mobili ed elettrodomestici.

Per approfondimenti sull'agevolazione prevista in caso di spese sostenute per fronteggiare interventi edilizi antisismici, continua a leggere l'articolo.

SISMA BONUS: COSA E'?

Come precedentemente detto, tutti i contribuenti che eseguono interventi per l'adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 è stata introdotta una detrazione di imposta pari al 50%, di cui è possibile usufruire in cinque rate annuali di pari importo.

Si tratta di spese sostenute per l'adozione di misure antisismiche su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità, denominate zone 1, 2 e 3.

SISMA BONUS: A QUANTO AMMONTA LA DETRAZIONE?

Il tetto di spesa per la detrazione è fissato su un importo complessivo annuale di 96.000 euro per unità immobiliare. In tali spese detraibili, rientrano inoltre, quelle necessarie alla classificazione e verifica sismica.

Può accadere che la detrazione fiscale sia maggiore del 50% e si aggiri intorno al 70% o 80%; ciò accade quando la realizzazione degli interventi edilizi ha effetti positivi tali per cui riesce a ridurre il rischio sismico e, di conseguenza, a determinare il passaggio a una classe di rischio inferiore (detrazione pari al 70%).

La detrazione raggiunge l'80% se dall'intervento si ottiene il passaggio a due classi di rischio inferiori.

SISMA BONUS: NOVITA' 2019

In particolare, la nuova Legge di Bilancio introdotta dal 1° Gennaio 2019 prevede un ulteriore innalzamento della percentuale di detrazione qualora le spese siano sostenute per interventi su parti comuni degli edifici condominiali. In tal caso, difatti, le misure agevolative sono pari a:

  • 75% qualora si passi ad una classe di rischio inferiore;
  • 85% qualora il rischio si riduca di due classi;

SISMA BONUS: A CHI E' RIVOLTO?

Il suddetto bonus è rivolto a tutti i contribuenti persone fisiche che facciano fronte al sostenimento di spese per lavori edilizi antisismici principalmente su:

  • Immobili ad uso abitativo (sia prima sia seconda casa;
  • Immobili utilizzati per lo svolgimento di attività produttive;
  • Edifici destinati all'uso pubblico (per la messa in sicurezza degli stessi da parte degli enti pubblici