Sicurezza antincendio condomini, dal 6 maggio in vigore le nuove regole

Pubblicata il: 13 Feb 2019

In Gazzetta il decreto sulla sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione: obblighi più severi

per quelli più alti e nuovi requisiti per le facciate

Dopo l'approvazione della bozza da parte dei VV FF è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 30 del 5 febbraio 2019) il decreto 25 gennaio 2019, contenente: Modifiche ed integrazioni all'allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

Il provvedimento contiene, quindi, modifiche al decreto 246/1987 (in particolare all'Allegato 1) ed i requisiti a cui devono rispondere le facciate dei condomini, al fine di prevenire la propagazione del fuoco.

Dm 247/1987

Ricordiamo che il dm 246/1987 fissa i criteri di sicurezza antincendio da applicare agli edifici di civile abitazione di altezza antincendi superiore a 12 metri; gli edifici civili con altezza antincendi superiore a 24 m, devono essere progettati in modo da consentire una rapida e sicura

evacuazione in caso d'incendio ed essere conformi sempre a quanto riportato nel dm 246/1987.

Per "altezza antincendi" non si intende l'altezza dell'edificio, ma un parametro di rischio, ossia:

l'altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso.

Decreto 25 gennaio 2019

Ambito di applicazione

Le disposizioni contenute nell'allegato del provvedimento si applicano:

agli edifici di nuova realizzazione

agli edifici esistesti alla data di entrata in vigore del decreto

Requisiti sicurezza antincendio delle facciate

Il decreto contiene prescrizioni volte ad ostacolare la propagazione di un eventuale incendio attraverso le facciate, elementi sensibili dal punto di vista della sicurezza incendio, ossia devono:

limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'interno dell'edificio, con coinvolgimento di altri compartimenti

limitare la probabilità di un incendio di una facciata e la successiva propagazione dello stesso a causa di un fuoco avente origine esterna

evitare o limitare, in caso di incendio, la caduta di parti di facciata, che possono compromettere l'esodo nel cadere, possano ostacolare l'esodo in sicurezza

Viene, inoltre, chiarito che le nuove disposizioni progettuali si applicano a:

edifici di civile abitazione di nuova realizzazione

edifici esistenti oggetti di interventi successivi alla data di entrata in vigore del decreto comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate

Non si applicano, invece a:

edifici di civile abitazione per i quali alla data di entrata in vigore del decreto siano stati pianificati o siano in corso lavori di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando dei Vigili del Fuoco, ossia che all'entrata in vigore del regolamento risulteranno già autorizzati dalle competenti autorità

Tempi di attuazione

Il decreto contente nuove regole di prevenzione incendi per i condomini entrerà in vigore 90 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta: il 6 maggio 2019.

Tuttavia, viene indicato un periodo transitorio di attuazione delle misure per gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore del decreto

due anni di tempo per ottemperare alle disposizioni che riguardano l'installazione degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza

un anno di tempo per mettere in atto le restanti disposizioni

Allegato 1

Parte integrante del decreto è l'Allegato 1, contenente modifiche alle norme tecniche del dm 246/1987.

In particolare, viene aggiunto l'art. 9 e 9 bis.

Art. 9 - Deroghe

Qualora per particolari esigenze di carattere tecnico o di esercizio non fosse possibile attuare qualcuna delle prescrizioni contenute nelle presenti norme potrà essere avanzata istanza di deroga con le procedure di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.

9-bis. - Gestione della sicurezza antincendio

Nel nuovo art. 9-bis. vengono fornite alcune definizioni (EVAC, GSA, Misure antincendio preventive, L.P., h) e, in particolare, l'attribuzione dei Livelli di prestazione (L.P.):

livello di prestazione 0, per gli edifici con altezza antincendi: 12 m ≤ h < 24 m

livello di prestazione 1, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m

livello di prestazione 2, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m

livello di prestazione 3, per gli edifici con altezza antincendi: 54 m <h ≤ 80 m

Misure gestionali in funzione dei L.P.

Di seguito una sintesi delle misure gestionali in funzione dei 4 livelli di prestazione; il provvedimento individua obblighi più severi per gli edifici più alti, misure molto semplici per gli edifici più bassi (fino a 24 metri).

Livello di prestazione 0

In riferimento agli edifici con altezza tra i 12 e i 24 m, è necessario semplicemente individuare i comportamenti e le azioni corretti da tenere non solo in caso di emergenza, ma anche quotidianamente, per non alterare le condizioni di sicurezza. Tutti gli occupanti devono conoscere tali azioni e, all'occorrenza, essere in grado di applicarle.

Compiti e funzioni del responsabile dell'attività:

identifica le misure standard da attuare in caso d'incendio

fornisce informazione agli occupanti sulle misure da attuare in caso di incendio espone un foglio informativo riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l'attivazione dei servizi di emergenza, nonché le istruzioni per garantire l'esodo in caso d'incendio, come previsto nelle misure da attuare in

caso d'incendio

mantiene in efficienza dei sistemi, dispositivi, attrezzature e delle altre misure antincendio adottate, effettuando verifiche di controllo ed interventi di manutenzione

Compiti e funzioni dell'occupante in condizioni ordinarie:

osserva le indicazioni sui divieti e precauzioni riportati nel foglio informativo

non altera la fruibilità delle vie d'esodo e l'efficacia delle misure di protezione attiva e passiva

Compiti e funzioni dell'occupante in condizioni d'emergenza, le misure standard consistono nell'informazione agli occupanti sui comportamenti da tenere:

istruzioni per la chiamata di soccorso e le informazioni da fornire per consentire un efficace soccorso

azioni da effettuare per la messa in sicurezza di apparecchiature ed impianti

istruzioni per l'esodo degli occupanti, anche in relazione alla presenza di persone con limitate capacità motorie, ove presenti

divieto di utilizzo degli ascensori per l'evacuazione in caso di incendio, ad eccezione degli eventuali ascensori antincendio da utilizzare con le modalità di cui al dm 15 settembre 2005

Livello di prestazione 1

Per gli edifici tra i 24 e i 54 m, la pianificazione dell'emergenza deve essere predisposta, comunicata e verificata. Tra le misure preventive da applicare vi è anche la valutazione dei rischi di incendio in caso di modifiche alle strutture, alle finiture, al rivestimento delle facciate, all'isolamento termico e acustico degli impianti.

Livello di prestazione 2

In caso di edifici tra i 54 e gli 80 m, oltre agli adempimenti del livello precedente, vi è l'obbligo di installazione di un impianto di segnalazione manuale e di allarme incendio con indicatori di tipo ottico e acustico, dei quali bisogna tener conto nella pianificazione dell'emergenza, che deve prevedere le procedure di attivazione e di diffusione dell'allarme.

Livello di prestazione 3

Infine, per gli edifici oltre gli 80 m si prevede, in aggiunta alle indicazioni del livello di prestazione 2, occorre anche che il responsabile dell'attività:

designi il Responsabile della gestione della sicurezza antincendio

designi il Coordinatore dell'emergenza, in possesso di un attestato di idoneità tecnica

predisponga un centro di gestione, localizzato anche presso la portineria, che deve essere dotato delle centrali per la gestione di impianti antincendio e del sistema di allarme vocale e servirà per il coordinamento delle operazioni da svolgere in condizioni di emergenza

Responsabile della gestione della sicurezza antincendio

In particolare, il Responsabile della gestione della sicurezza antincendio pianifica e organizza le attività della gestione sicurezza antincendio, ossia:

predispone le procedure gestionali ed operative, relative alle misure antincendio preventive

aggiorna la pianificazione dell'emergenza

controllo periodico delle misure di prevenzione adottate

fornisce al Coordinatore dell'emergenza le necessarie informazioni e procedure da adottare previste nella pianificazione dell'emergenza

segnala al responsabile dell'attività le non conformità e le inadempienze di sicurezza antincendio

Coordinatore dell'emergenza

Il Coordinatore dell'emergenza sovrintende all'attuazione della pianificazione di emergenza e delle misure di evacuazione previste e si interfaccia con i responsabili delle squadre dei soccorritori.

Letto su biblus.net da Francesca Recca

Riforma condominio

Pubblicato 2 Febbraio 2019

Il condominio 2019 - Norme civilistiche e fiscali

Condominio minimo, super condominio, sisma bonus, obblighi degli amministratori di condominio 2018

I rapporti tra condomini e, tra questi ultimi e l'amministratore; la figura dell'amministratore tra legittimazioni, competenze e doveri; l'instaurazione e lo scioglimento dei rapporti; il supercondominio; gli aspetti a rilevanza fiscale inerenti alla realtà condominiale, tra comunicazioni, adempimenti, agevolazioni e scadenze; l'Ecobonus 2018. Questo ed altro nel Dossier di Fisco e Tasse.

Ti potrebbe interessare il Pacchetto di 2 e-book Amministratore di condominio e riparto spese 2018

Tra i punti trattati da Fisco e Tasse negli speciali e nel blog, dedicati al condominio:

Condomini con amministratore

Gli amministratori di condominio devono comunicare annulamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, eseguiti sulle parti comuni del condominio nel corso del periodo d'imposta precedente. Lo scopo di tale comunicazione è permettere all'Agenzia delle Entrate di inserire tali spese nelle dichiarazioni precompilate.


Novità principali  2019

Nomina e requisiti amministratore

Pubblicato 1 Febbraio 2019

Per diventare amministratore occorre degli specifici requisiti di trasparenza e onorabilità, nonché un preciso livello scolastico: l'amministratore deve possedere il diploma di scuola superiore e deve seguire dei corsi di formazione e aggiornamenti continuo sulle tematiche condominiali.

La sua carica dura due anni e, nel momento in cui viene nominato, deve specificare in maniera precisa e trasparente a quanto ammonta il suo onorario.

Condomini minimi

Con la riforma del condominio sono necessari almeno nove condomini affinché sia necessario l'amministratore (prima bastavano cinque). Se quindi il numero di condomini non supera gli otto, nominare un amministratore non é obbligatorio.

Questa libertà però non deve essere confusa con una maggiore superficialità: il condominio "minimo" deve infatti comunque dotarsi di codice fiscale e ovviamente non può sottrarsi agli obblighi legali o alle responsabilità civili e penali.

Animali domestici

Via libera agli animali domestici grazie alla nuova riforma del condominio. Il regolamento condominiale non può più vietare la presenza dei pet. Chiaramente occorre seguire delle regole di buon senso, che non mettano a repentaglio la pulizia del condominio e la sicurezza. Occorre quindi sempre pulire laddove l'animale sporchi e, in caso di animali ritenuti pericolosi, far indossare loro la museruola.

Ripartizione spese e tabelle millesimali

Le spese sostenute per la manutenzione delle parti comuni (pulizia scale, ascensore, ecc.) devono essere sostenute da tutti i condomini in base alle tabelle millesimali. Grande importanza viene data alle innovazioni, che la riforma ora permette di deliberare con una maggioranza inferiore.

Altra importante novità infine, la possibilità per il singolo condomino di distaccarsi dal riscaldamento centralizzato.

Attenzione

Il singolo condomino non può sempre e in ogni caso distaccarsi dal riscaldamento centralizzato. Può farlo solo se lo prevedono le leggi regionali, provinciali o comunali.

Abbattimento barriere architettoniche

L'accessibilità delle parti comuni a tutti i condomini, anziani e disabili riveste particolare importanza nel condominio. Tuttavia, la riforma ha aumentato il quorum necessario per deliberare l'abbattimento di barriere architettoniche.

Prima bastava un terzo dei presenti in assemblea, ora con la riforma é necessaria almeno la metà dei presenti alla riunione e che costituiscano almeno il 50% del valore millesimale dell'immobile intero (sia in prima che seconda convocazione assembleare).

Cambio destinazione d'uso parti comuni

La modifica d'uso delle parti comuni deve essere deliberata dall'assemblea dei condomini con una maggioranza di almeno i 4/5 dei presenti e di almeno i 4/5 del valore dell'edificio. La riforma ha quindi previsto un quorum più alto rispetto a quelli ordinari.

Morosità

Con la nuova riforma é stato introdotto il principio della "solidarietà sussidiaria": con l'entrata in vigore della legge é previsto che, se un condominio non paga la sua rata condominiale, essa può gravare sugli altri proprietari anche quelli in regola con i pagamenti.

Tuttavia, ogni condominio contribuisce al debito in base alla proprie tabelle millesimali e sono stati comunque introdotti degli espedienti per prevenire questa spiacevole situazione.

Lavori straordinari

I lavori straordinari possono esse di due tipi:

  • Tout court, ossia di piccola entità (per esempio il rifacimento di un muro);
  • Di notevole entità (per esempio il rifacimento del tetto, la pitturazione dell'intera facciata, il cambio della caldaia centralizzata).

I lavori straordinari di importante entità vanno deliberati dalla maggioranza dei presenti alla riunione e che costituiscano almeno 500 millesimi, ossia il 50% del valore dell'immobile intero (articolo 1136 del codice civile, comma 2).

Per i lavori di normale entità non é previsto uno specifico quorum per cui si applica la regola generale che prevede una delibera a maggioranza semplice, la metà dei presenti e che rappresentino almeno 1/3 del valore dell'edificio (articolo 1136 del codice civile, comma 3).

Inoltre, la riforma del condominio ha stabilito che, quando la maggioranza delibera dei lavori straordinari (di ristrutturazione o di innovazione) é necessaria la creazione di un fondo speciale di importo pari al costo del lavoro. Se quindi per esempio, il preventivo di un'impresa ammonta a 30.000 euro, l'assemblea deve creare un fondo speciale di tale importo.

Attenzione

È obbligatorio costituire il fondo, ma non é obbligatorio pagare in anticipo l'impresa che eseguirà i lavori. I pagamenti possono avvenire secondo accordi tra impresa e condominio (con acconto o senza, a metà lavori, ecc.).

Condominio

Bonus ristrutturazioni 2019: importo, lavori ammessi e come funziona la detrazione

Pubblicato il 3 Febbraio 2019

Detrazione ristrutturazioni 2019, come funziona il bonus del 50 per cento, quali sono i lavori ammessi e quali i requisiti per richiederlo. Ecco tutte le istruzioni e le novità, con il nuovo obbligo di comunicazione ENEA per i lavori di risparmio energetico.

Detrazione per i lavori di ristrutturazione anche nel 2019, grazie al bonusche consente di richiedere il rimborso Irpef del 50% delle spese sostenute per specifici lavori.

Con la Legge di Bilancio 2019 il bonus del 50% sulle ristrutturazioni edilizie è stato prorogato fino al prossimo 31 dicembre e tra le principali novità spicca l'obbligo di comunicazione ENEA delle spese sostenute per poter accedere alla detrazione fiscale.

Sono in molti a chiedersi come funziona il bonus ristrutturazioni e quali i lavori per i quali è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50%. Tutte le istruzioni in merito sono contenute nella guida dell'Agenzia delle Entrate che chiarisce i requisiti per aver accesso all'agevolazione.

Non cambiano le regole generali rispetto al 2018 ma la novità più importante che riguarderà anche i lavori effettuati dal 1° gennaio 2019 è costituita dall'obbligo di comunicazione ENEA.

L'adempimento è entrato in vigore già per i lavori effettuati nel 2018 ed entro

d entro il mese di febbraio 2019 dovranno essere trasmessi i dati dei lavori già conclusi al 21 novembre, data di messa a disposizione del sito ENEA per le ristrutturazioni.

Accanto al bonus ristrutturazioni sono stati prorogati anche ecobonus, bonus mobili e bonus verde.

Soffermiamoci di seguito sulla detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia, con tutte le regole ed i requisiti per beneficiare del bonus.

Bonus ristrutturazioni 2019, proroga delle detrazioni fiscali in Legge di Bilancio

La proroga del bonus ristrutturazioni sarà per tutto il 2019, è questo quello che prevede la Legge di Bilancio.

Con il bonus ristrutturazione i contribuenti possono portare in detrazione fiscale dall'Irpef il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e l'importo massimo detraibile è pari a 96.000 euro.

Il rimborso Irpef riconosciuto continuerà ad essere erogato in 10 rate annualidi pari importo e per poter beneficiare dell'agevolazione fiscale sulle spese sostenute sarà necessario rispettare specifiche regole.

Non si prevedono particolari novità e pertanto per capire come funziona il bonus ristrutturazioni 2019 e quali sono i lavori ammessi in detrazione fiscale è possibile far riferimento alla normativa attualmente in vigore e alla guida con le istruzioni e novità pubblicata dall'Agenzia delle Entrate con gli ultimi aggiornamenti. 

Guida bonus ristrutturazioni Agenzia delle Entrate Clicca per scaricare le istruzioni delle Entrate sulla detrazione fiscale del 50% sui lavori di ristrutturazione edilizia


Bonus ristrutturazioni 2019: come funziona e per quali lavori spetta la detrazione

Il bonus ristrutturazioni consiste in una detrazione fiscale dall'Irpef pari al 50% delle spese sostenute riconosciuta fino al limite di 96.000 euro di spesa.

Nel 2019 importi e percentuale del bonus rimarranno invariati e non vi sarà il tanto temuto ritorno alle origini, ovvero alla misura originaria prevista dal TUIR (detrazione al 36% fino a 48.000 euro di spesa).

Per capire per quali lavori spetta è possibile far riferimento alla guida dell'Agenzia delle Entrate alle agevolazioni sui lavori di ristrutturazione. La detrazione del 50% è riconosciuta per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell'articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3 del Dpr 380/2001).

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell'area privata
  • costruzione di scale interne.

Comunicazione ENEA detrazioni ristrutturazioni 2019

Archiviata - almeno per il momento - la possibilità che il bonus ristrutturazioni fosse abolito dal prossimo anno, una delle novità sulla detrazione è l'avvio dell'obbligo di comunicazione all'ENEA dei lavori effettuati, così come previsto già per l'Ecobonus.

È stato pubblicato il 21 novembre 2018 il sito per trasmettere i dati dei lavori effettuati con le relative istruzioni. Il termine per l'invio è fissato a 90 giorni dal termine degli interventi o del collaudo.

Il portale online per l'invio dei documenti necessari per beneficiare della detrazione del 50% sulle spese sostenute dovrà essere aggiornato al 2019, lasciando tuttavia intatto l'elenco dei lavori per i quali vige l'obbligo di comunicazione ENEA.

La trasmissione dei dati all'ENEA è obbligatoria per i seguenti interventi edilizi e tecnologici:

Strutture edilizie :

Tipo di intervento :  Riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall' esterno, dai vani freddi e dal terreno; • riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno e dai vani freddi; • riduzione della trasmittanza termica dei Pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno, dai vani freddi e dal terreno

Infissi :

 Tipo di intervento : Riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall'esterno e dai vani freddi

Impianti tecnologici :

Tipo di intervento 

Iinstallazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti; • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell'impianto; • sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell'impianto; • pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell'impianto; • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell'impianto; • microcogeneratori (Pe<50kWe); • scaldacqua a pompa di calore; • generatori di calore a biomassa; • installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze; • installazione di sistemi di termoregolazione e building automation; • installazione di impianti fotovoltaici

Elettrodomestici 2 (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017)

Tipo di intervento 

Forni; • frigoriferi; • lavastoviglie; • piani cottura elettrici; • lavasciuga; • lavatrici

Per tutte le istruzioni è possibile consultare la guida in formato elettronico messa a disposizione dall'ENEA.

Chi ha diritto al bonus ristrutturazioni 2019

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50% sull'Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dai seguenti soggetti che sostengono le spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita - compromesso - chi ha comprato l'immobile può usufruire del bonus se:

  • è stato immesso nel possesso dell'immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L'agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche a chi esegue lavori in proprio sull'immobile ma soltanto per le spese sostenute per l'acquisto del materiale.

Come pagare

Il bonus ristrutturazioni prevede specifiche regole in merito al pagamento dei lavori. Sarà necessario utilizzare un bonifico bancario o postale, all'interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. In questo caso la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell'agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.



Rumori dei vicini: cosa dice la legge

Rumori molesti al di sopra della soglia della normale tollerabilità provocano, secondo la legge, un danno insito e possono esser denunciati fornendo come prova la testimonianza dei vicini. Ma vediamo concretamente come e cosa dice la legge.

Di pochi giorni due testimonianze di condomini disturbati dai rumori dei vicini:

Adolescente con la Xbox grida e bestemmia tutto il giorno

Commenta che il fatto dura da ben 6 mesi e che nel condominio ad esser disturbata non é solo lei ma anche altri 4 appartamenti dell'edificio.

Vicini rumorosi, ho un bambino piccolo...
Racconta che vive in un condominio ed ha un bambino piccolo ma che i rumori dei vicini, degli studenti in affitto, non
permette a lui e il figlio riposare e, non essendoci il nome nel campanello, non sa come poter denunciare.Accertato il superamento della normale tollerabilitá delle immissioni, la legge, secondo l'articolo art. 2043 c.c. prevede il
risarcimento del danno, in quanto il danno da rumori molesti si considera in re ipsa, ovvero cosa evidente, manifesta.Un caso che arriva in tribunale testimonia proprio come per la legge, il poter dimostrare il superamento dei limiti della
tollerabilitá dei rumori, porti alla condanna del risarcimento dei danni.Una condomina che cita in giudizio una vicina, solo apportando la testimonianza di altri condomini, ottiene la condanna e
il relativo risarcimento del danno della vicina citata.Pur intentando un appello, il tribunale riconferma la condanna.La condomina sanzionata cerca cosí anche il ricorso in cassazione apportanto dei vizi di forma sull'accertamento del
superamento dei normali limiti di tollerabilità dei rumori.Il ricorso si atteneva a:violazione di legge e al vizio di motivazione visto che per l'accertamento del danno venivano apportate solo le mere
testimonianze di altri condomini, ritenuti portatori di un interesse personale nel giudizio.violazione e falsa applicazione degli artt. 112, 115 e 116 c.p.c., degli artt. 1226, 2043, 2056, 2059 e 2697 c.c., nonché
degli artt. 185 e 659 c.p., ovvero veniva richiesto un risarcimento di un danno quando il fatto non configurava alcun
reato e non fosse stata fornita alcuna prova del danno stesso.
Con la sentenza n. 2864, del 12.02.2016, la Suprema Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso.

In primis, per quanto concerne la dedotta mancanza del danno ovvero la sua carenza di prova, un accertamento del
superamento del livello di tollerabilitá delle immissioni e il danno é in re ipsa e, di conseguenza, da diritto al risarcimento a norma dell'art. 2043 cod. Civ.

In secondo luogo si risponde al vizio di accertamento avvenuto attraverso la testimonianza di altri condimini.

Art. 246 cod. proc. civ. "prevede la incapacità a testimoniare delle persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio"

La Corte di Cassazione valuta che le testimonianze apportante non presentino tale tipo di interesse dato che gli appartamenti delle testimoni non si trovano in una posizione assimilabile a quello della condomina che espone denuncia.
Ed infine la prova sul superamento della normale tollerabilità delle immissioni rumorose.
Per cui la Corte di Cassazione accetta la testimonianza di persone che possano attestare fatti e circostanze come orari e caratteristiche delle emissioni, ma rimanda alla valutazione del giudice valutarne la attendibilitá e la congruitá delle stesse.
Questo a favore del fatto che ogni persona ha un soglia di percezione dei rumori molto personale e che pertanto la tollerabilità risulterebbe variabile da soggetto a soggetto.
La cosa migliore sarebbe appunto affidare l'accertamento ad uno strumento tecnico in grado di dimostrare l'eccessiva rumorositá. Ma, ancora una volta, la Corte di Cassazione ribadisce come l'accertamento tecnico non sia fondamentale per
l'accertamento del superamento della soglia di tollerabilitá dei rumori:

"In tema di immissioni (nella specie di rumori provocati dallo svolgimento di attività sportive), i mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità previsto dall'art. 844 cod. civ. non debbono essere necessariamente di natura tecnica,
non venendo in rilievo l'osservanza dei limiti prescritti dalle leggi speciali (in particolare la legge n. 477 del 1995 sul cosiddetto inquinamento acustico) la cui finalità è quella di garantire la tutela di interessi collettivi e non di disciplinare i rapporti di vicinato.
Pertanto, è ammissibile la prova testimoniale quando la stessa, avendo ad oggetto fatti caduti sotto la diretta percezione sensoriale dei deponenti, non può ritenersi espressione di giudizi valutativi (come tali vietati ai testi), e ciò tanto più nell'ipotesi in cui - trattandosi di emissioni rumorose discontinue e spontanee - le stesse difficilmente sarebbero riproducibili e verificabili su un piano sperimentale" (Cass. civ. Sez. II, 31/01/2006, n. 2166).

Quindi come si evince da quanto citato dalla Cassazione, per temi tra privati in rapporto di vicinato viene ammessa la prova testimoniale. Oltre al fatto che la valutazione della tollerabilità, o meno, delle immissioni, deve tener giustamente conto dell'effettivo stato dei luoghi e di eventuali rumori di fondo, pertanto il limite si troverá ad avere carattere relativo e non assoluto. Si giustifica cosí la valutazione di un giudice sulle testimonianze apportate dalla parte lesa e si considererá fondato il danno.