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Mercato delle locazioni: i dati trimestrali OMI segnalano una forte crescita dei contratti a canone concordato
Pubblicata il: 19 Marzo 2026
Mercato delle locazioni: i dati trimestrali OMI segnalano una forte crescita dei contratti a canone concordato

Il mercato delle locazioni di abitazioni è stabile con un lieve aumento dello 0,6%, su base annua. Le abitazioni concesse in locazione sono state 278 mila, con dinamiche differenziate sul territorio e per tipologia di contratti di locazione.
Nei comuni ad alta tensione abitativa (ata) il mercato è in crescita, (+1,2%), mentre nei comuni non ata il numero di abitazioni locate registra una leggera flessione dello 0,5%.
A livello nazionale diminuiscono del 3%, le abitazioni locate con contratti ordinari di lungo periodo e questa la flessione si accentua nei comuni ata, dove la diminuzione sfiora il 4%. Diminuiscono anche le locazioni con contratti ordinari transitori, sia nei cosiddetti comuni ata sia nei restanti.
Le abitazioni locate con contratto agevolato concordato crescono dell'8,4%. Le locazioni agevolate per studenti, crescono moderatamente dell'1%, in questo segmento crescono maggiormente le abitazioni locate in porzione, con rialzi del 4,7%.
Le abitazioni locate a Roma sono quasi 16 mila con un incremento tendenziale del 6% e un aumento del canone annuo che sfiora il 10%. A Milano, le abitazioni di nuova locazione sono oltre 18 mila, in aumento del 7,4% su base annua, e i canoni aumentano dell'8,3%.
A Roma, le abitazioni locate con i contratti ordinari transitori aumentano del 7,6%, a Milano, invece, questi volumi mostrano una lieve battuta d'arresto: -1,5% tendenziale.
Per i contratti a canone concordato, si registrano rialzi in entrambe le metropoli. A Roma, salgono del 9%, mentre, a Milano, in linea con i trimestri precedenti, si assiste a un nuovo deciso aumento di nuove locazioni (+88,3%), che si riflette anche sui canoni. Anche le locazioni agevolate per studenti crescono in entrambe le città, sia per le abitazioni locate per intero sia per quelle locate in porIl mercato delle locazioni di abitazioni è stabile con un lieve aumento dello 0,6%, su base annua. Le abitazioni concesse in locazione sono state 278 mila, con dinamiche differenziate sul territorio e per tipologia di contratti di locazione.
Le abitazioni locate a Roma sono quasi 16 mila con un incremento tendenziale del 6% e un aumento del canone annuo che sfiora il 10%. A Milano, le abitazioni di nuova locazione sono oltre 18 mila, in aumento del 7,4% su base annua, e i canoni aumentano dell'8,3%.
A Roma, le abitazioni locate con i contratti ordinari transitori aumentano del 7,6%, a Milano, invece, questi volumi mostrano una lieve battuta d'arresto: -1,5% tendenziale.
Per i contratti a canone concordato, si registrano rialzi in entrambe le metropoli. A Roma, salgono del 9%, mentre, a Milano, in linea con i trimestri precedenti, si assiste a un nuovo deciso aumento di nuove locazioni (+88,3%), che si riflette anche sui canoni. Anche le locazioni agevolate per studenti crescono in entrambe le città, sia per le abitazioni locate per intero sia per quelle locate in porzione, con incrementi marcati soprattutto a Milano.
Ufficio stampa ASPPI
Pubblicato 21 maggio 2024
Mercato immobiliare, prezzi a Verona su dello 0,4%
Secondo il report di idealista, nella nostra città nel primo trimestre 2024 i prezzi delle case sono cresciuti, ma in percentuale minore rispetto alla media regionale che si attesta al 2,9%.
Nell'ambito di un mercato immobiliare regionale in crescita, Verona registra un modesto aumento dei prezzi delle abitazioni nel primo trimestre del 2024, con un incremento dello 0,4%. Secondo l'ultimo report di idealista, portale leader nel settore immobiliare, il prezzo medio al metro quadro a Verona si attesta a 2.413 euro, posizionandosi tra i più elevati in Veneto.

A livello regionale, il Veneto ha visto un aumento generale dei prezzi del 2,9% nel trimestre, raggiungendo un valore medio di 1.814 euro/m2, e un incremento annuale del 7%. Questa crescita supera il tasso di inflazione del 2023, attestatosi al 5,7%, riflettendo una dinamica di mercato che, nonostante un calo nei volumi delle compravendite del -9,7%, mostra un incremento dei prezzi a causa della continua diminuzione dell'offerta di case disponibili. Tale fenomeno, come spiega Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell'Ufficio Studi di idealista, evidenzia un mercato in cui la domanda supera l'offerta, mantenendo rigidi i valori immobiliari nonostante i crescenti tassi di interesse.
In confronto ad altre città venete, Venezia si conferma il capoluogo più costoso con 4.466 euro/m2, mentre Rovigo si presenta come il più accessibile a 1.089 euro/m2. A Verona, l'aumento dei prezzi è stato il meno marcato tra i capoluoghi veneti, con solo lo 0,1% di crescita nel trimestre, segnalando una fase di stabilizzazione del mercato immobiliare locale.
La situazione a Verona si inserisce in un contesto nazionale di leggera crescita, con il prezzo delle abitazioni usate in Italia che segna un aumento dello 0,6% nel trimestre, per un valore medio al metro quadro di 1.850 euro. La tendenza generale vede 16 regioni su 20 e 67 capoluoghi su 106 con incrementi di prezzo, evidenziando una resilienza del mercato immobiliare italiano nonostante le sfide economiche.
Il report di idealista offre uno sguardo approfondito sul mercato immobiliare veneto e italiano, rivelando dinamiche diverse a seconda delle aree geografiche. Per maggiori dettagli, è possibile consultare il report completo disponibile sul sito di idealista.
Il settore immobiliare di Verona, sebbene mostri un incremento più contenuto rispetto ad altre realtà regionali e nazionali, rimane un mercato dinamico, che riflette le tendenze complessive di crescita dei prezzi in un contesto di ridotta disponibilità di offerta. Gli investitori e i futuri acquirenti restano dunque attenti osservatori di un mercato che, nonostante le sfide, continua a mostrare segni di vitalità.

Tendenze del mercato immobiliare e dell'affitto
Pubblicata il: 28 Luglio 2023
Tendenze del mercato immobiliare e dell'affitto
Lo scenario è dominato purtroppo dalla crescente onerosità dei mutui.
Già oggi sono evidenti un crollo dei mutui richiesti e concessi, per numero e per volume e un sensibile calo delle compravendite

Niente lascia sperare in scenari migliori per il prossimo futuro se la tendenza al rialzo dei tassi di interesse non dovesse fermarsi.
E questa eventualità, considerato il quadro dell'inflazione e le conseguenti risposte della BCE, non è al momento ipotizzabile.
Il calo delle compravendite non è omogeneo, né dal punto di vista territoriale, né in base alla tipologia degli immobili.
La diminuzione è particolarmente accentuata per le compravendite che riguardano la prima casa rispetto al mercato delle seconde case e di altre tipologie di immobili.
La richiesta di immobili si rivolge poi, con decisione, ad immobili con prestazioni energetiche elevate, mettendo ai margini immobili con basse prestazioni energetiche: questo ovviamente condiziona il valore degli immobili e i prezzi delle compravendite.
In sostanza quindi, tendono a comprare immobili coloro che possono impiegare risorse proprie e questa domanda si rivolge spesso all'acquisto di seconde case o immobili comunque dotati di buone prestazioni energetiche.
Naturalmente queste tendenze, se venissero confermate nel tempo, comporterebbero problemi crescenti anche all'altro mercato che ci interessa: quello dell'affitto. Problemi che già oggi si mostrano con evidenza.
Cresce ovunque una domanda di affitto che trova crescenti difficoltà ad essere soddisfatta.
Investire in immobili da affittare o immettere un proprio immobile nel mercato dell'affitto impone di misurarsi con due problemi: il calo dei rendimenti e,soprattutto, l'alto rischio di incorrere nella morosità dell'inquilino.
Sul primo aspetto pesa il fatto che l'inflazione ha fortemente eroso i vantaggi della cedolare secca, posto che chi ha scelto questo regime fiscale non può applicare gli aumenti ISTAT. Rimane un vantaggio per chi aderisce ai contratti a canone concordato, ma qui ci si scontra con l'altro grande problema: la morosità, fenomeno in fortissima crescita che quando sfocia in una procedura di sfratto si scontra con tempi inaccettabili, perdita di reddito, costi altissimi.
L'offerta di immobili in affitto che in Italia è garantita, nella stragrande maggioranza dei casi, da piccoli proprietari immobiliari risente di questi dati provocando una crescente disaffezione all'affitto.
Solo adeguate scelte politiche e sociali possono invertire questa tendenza: fra queste, prioritarie sono quelle che garantiscono un sostegno al reddito agli inquilini più fragili per prevenire le morosità e procedure rapide ed efficaci per gli sfratti per morosità, assumendo come Stato l'onere di assistere le famiglie in difficoltà, senza farne carico ai locatori.
Alfredo Zagatti – Presidente Nazionale ASPPI
