Locazioni Turistiche

Turismo, un codice identificativo per ogni alloggio contro l'abusivismo

Pubblicato 1 febbraio 2019

La giunta regionale ha approvato una proposta legislativa che introduce novità a tutela della qualità e della trasparenza nel settore turistico

Già dal suo annuncio, la Confcommercio di Verona aveva gradito la direzione presa dalla Regione Veneto in materia di ricettività turistica. Una direzione che ora ha portato la giunta regionale ad approvare una proposta legislativa che introduce novità a tutela della qualità e della trasparenza nel settore turistico. Un provvedimento pensato soprattutto per le due realtà regionali più attrattive turisticamente, Venezia e Verona, dove è aumentato a dismisura il numero degli "alloggi in locazione turistica", vale a dire i b&b o gli affittacamere, il cui mercato è aumentato grazie alle potenzialità offerte da internet. A questo boom è collegato un problema, segnalato anche dalle associazioni di categoria locali: l'abusivismo. Non mancano, infatti, neanche a Verona, le irregolarità nelle strutture extralberghiere. E con queste nuovo disegno di legge la Regione Veneto punta ad agevolare i controlli.

Vengono introdotti una serie di obblighi per gli alloggi in locazione turistica, come per tutte le altre strutture ricettive. "Anzitutto - ha sottolineato l'assessore Caner - gli alloggi in locazione turistica dovranno essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. La qualità dell'offerta turistica in tutti i suoi segmenti deve essere garantita". Restano confermati tutti gli obblighi informativi necessari per consentire alla Regione di conoscere tempestivamente e correttamente i dati statistici. Uno dei nuovi obblighi sarà invece quello di dotarsi di un codice identificativo dell'alloggio, assegnato dalla Regione, da esporre anche nei siti internet di prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale successivamente all'approvazione della legge. In questo modo i comuni saranno agevolati nelle funzioni di vigilanza sulle locazioni turistiche, compito che sarà ulteriormente facilitato anche dalla possibilità per la polizia locale di accedere telematicamente alla banca dati regionale del turismo.

La Regione non vuole colpire questo segmento dell'offerta turistica diverso dall'offerta tradizionale - ha precisato Caner - ma intende contrastare la sacca importante delle strutture turistico-ricettive abusive. Dietro ai fenomeni di abusivismo ci sono vere e proprie organizzazioni che gestiscono migliaia di appartamenti, senza pagare tassa di soggiorno né comunicare la movimentazione turistica alle Questure e i dati statistici alla Regione. C'è poi anche l'evasione fiscale, ma è un problema che riguarda lo Stato. Sono previste sanzioni che possono arrivare, sommate, a 19mila euro, reiterabili se il destinatario non si mette in regola. 

Imposta di soggiorno - Locazioni turistiche

Pubblicato 7 febbraio 2019

Informazioni generali

  1. la locazione turistica si riferisce alla concessione in locazione di appartamenti (o case) per finalità turistiche (ai sensi dell'art. 27bis della Legge della Regione del Veneto 14 giugno 2013 n. 11 e successive modificazioni e integrazioni), senza dare servizi ai turisti durante il loro soggiorno
  2. sono consentite: l'erogazione di acqua, luce, gas ed eventuale riscaldamento/climatizzazione, la manutenzione dell'alloggio, la riparazione e sostituzione di arredi e dotazioni deteriorati, la pulizia dell'alloggio ad ogni cambio ospite
  3. il locatore turistico provvede alla pulizia delle stanze ed al cambio della biancheria dell'ospite solo quando il turista ha concluso il periodo di soggiorno per lasciarlo pulito per la prossima locazione, senza fornire agli ospiti alcun servizio turistico durante il soggiorno
  4. chiunque (persona fisica,giuridica,società, ente, associazione,agenzia) può dare in locazione alloggi a turisti
  5. il locatore turistico non deve presentare nè la S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), nè alcun tipo di documentazione al SUAP del Comune di Verona
  6. gli immobili dati in locazione ai turisti non hanno l'obbligo di avere una destinazione edilizia "turistico-ricettiva" ma devono avere una destinazione di tipo residenziale (categorie catastali di tipo "A" con l'eccezione della categoria "A/10")
  7. il locatore turistico deve corrispondere al Comune l'imposta di soggiorno
  8. le agenzie immobiliari ed in genere tutti i mandatari, in caso di locazione di più alloggi devono comunicare i dati relativi al locatore, indirizzo, camere, posti letto, apertura di ogni alloggio così come previsti nella "scheda dettaglio" del modulo regionale
  9. la pubblicità sul web dell'appartamento e/o casa in locazione turistica non è soggetta all'imposta sulla pubblicità
  10. i privati che, occasionalmente, affittano alloggi a turisti, non hanno alcun obbligo ai fini I.V.A. purchè NON esercitino l'attività a livello abituale e professionale
  11. per locazioni turistiche di durata superiore ai 30 giorni è necessaria la registrazione del contratto con pagamento dell'imposta di registro (aliquota del 2% del canone e minima di euro 67,00). Per quelle di durata inferiore non è necessaria la registrazione
  12. l'alloggio dato in locazione turistica può coincidere con quello di residenza del locatore

Alle locazioni turistiche non si applica quanto previsto agli artt. 2,3,4,7,8,13 della legge 9 dicembre 1998 n. 431. Si applicano gli artt. n. 1575 e segg. del Codice Civile. Sono attribuiti al Comune la vigilanza, anche mediante l'accesso di propri incaricati agli alloggi dati in locazione turistica e l'accertamento della violazione degli obblighi previsti dall'art. 27bis legge Regione Veneto 30 dicembre 2014 n. 45.
Si applicano le sanzioni previste al medesimo art. 27 bis comma 4 lett. a), b), c)

Adempimenti obbligatori

Chi intende iniziare tale attività ricettiva complementare in Comune di Verona, ha l'obbligo di:

  1. trasmettere alla Provincia di Verona la Comunicazione di "Locazione Turistica" e richiedere l'accreditamento per comunicare i dati statistici di movimento degli ospiti. Per maggiori approfondimenti consultare la pagina del sito della Regione.
  2. comunicare alla Questura, telematicamente e giornalmente entro le 24 ore successive all'arrivo dell'ospite, l'arrivo delle persone alloggiate (alloggiatiweb.poliziadistato.it/PortaleAlloggiati/)
  3. comunicare l'inizio attività agli uffici Solori (per l'assolvimento della Tari) presentanto il modulo di Dichiarazione nuova utenza non domestica
  4. farsi corrispondere dagli ospiti alloggiati l'imposta di Soggiorno che dal 1.2.2019 è determinata in euro 2,50/persona/notte con un max di 5 notti
  5. versare al Comune la predetta imposta entro 20 giorni dalla fine di ciascun trimestre solare (20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre, 20 gennaio)
  6. presentare e inviare telematicamente al Comune:
    a)la dichiarazione trimestrale, entro 20 giorni dalla fine di ciascun semestre solare (20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre, 20 gennaio);
    b) il "Modello 21" relativo al Conto della gestione da presentare annualmente (entro il 30 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento)

Informazioni e contatti:

U.O. Tributi Accertamento Riscossioni
Imposta di Soggiorno - 4° piano
Via Adigetto 10 - 37122 Verona
tel. 045 8079595 - 045 8079578 - 335 6201215
impostasoggiorno@comune.verona.it
impostasoggiorno@pec.comune.verona.it

Regione Veneto Locazioni Turistiche 

Tassa affitti brevi, guida completa alle novità 2019

Tasse, contratto e redditi

Pubblicato il 7 febbraio 2019

La casa vacanze come locazione turistica è disciplinata ai sensi della legge 17 maggio 1983, n. 217, che ne definisce: la classificazione delle case e appartamenti per vacanze destinati all'attività ricettiva diretta alla produzione di servizi per l'ospitalità.

Casa vacanze in forma imprenditoriale: Per casa vacanze si intende quindi l'affitto di un appartamento, casa, villa, in forma imprenditoriale e organizzata. Ogni comune, però ha una propria definizione che deve essere necessariamente verificata prima di procedere alla locazione. Stavamo dicendo in forma imprenditoriale, si perché se la locazione turistica riguarda immobili arredati e senza servizi centralizzati, per più periodi all'anno non inferiori a 7 giorni e non superiori a 3 mesi e se l'attività è svolta non in modo occasionale e non organizzata di 3 o più case o appartamenti è di tipo imprenditoriale.

Locazione turistica dura meno di 30 giorni non si ha l'obbligo di registrare il contratto di affitto all'Agenzia delle Entrate tramite modello RLI e pagare l'imposta di registro con f24 elide se non è possibile optare per la cedolare secca mentre se il periodo supera un mese oltre a questi obblighi, è previsto per il locatore anche quello di denuncia, ossia, in caso di affitto da parte di un cittadino UE va presentata denuncia all'autorità pubblica sicurezza entro 48 ore mentre se il conduttore è un cittadino extracomunitario tale comunicazione va fatta sempre entro 48 ore ma indipendentemente dalla durata del contratto e allegando il permesso di soggiorno.

Il contratto di locazione turistica è disciplinato dagli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile, se questo viene stipulato in forma non imprenditoriale e da una persona fisica non occorre aprire la partita IVA.

Cosa deve contenere il contratto? Sebbene non ci sia una regolamentazione precisa sull'affitto della casa vacanze o dell'appartamento affittato a turisti, occorre tutelarsi sempre sottoscrivendo un contratto di locazione turistica:

  • Dati del proprietario e dell'affittuario.
  • Indirizzo della casa, piano, ascensore.
  • Numero delle camere e dei posti letto
  • Importo del canone di locazione + eventuale caparra del 20 o 30%.
  • Eventuali spese incluse o escluse: ad esempio spese di pulizia, acqua, luce e gas, aria condizionata
  • Modalità e termini per la consegna dell'immobile e per il rilascio dello stesso: ad esempio arrivo dopo le 15:00 e partenza prima delle 10:00.

Ricordiamo ancora una volta che il contratto di locazione turistica non deve essere registrato con il nuovo modello RLI 2019 Agenzia delle Entrate solo se la durata è inferiore ai 30 giorni, se invece si supera tale limite, i costi della registrazione e il pagamento delle imposte di locazione da versare tramite il nuovo modello f24 elide saranno suddivisi tra il locatore e l'affittuario al 50%.

Come funziona la tassa sugli affitti brevi

Tassa Airbnb 2019 sugli affitti brevi

La tassa sugli affitti brevi, o tassa Airbnb, è un'imposta sul canone di affitto: non si tratta di una tassa nuova, perché le imposte sugli affitti sono sempre esistite, anche nel caso in cui il contratto non sia soggetto all'obbligo di registrazione perché di durata inferiore a 30 giorni.

Ciò che cambia, con la tassa Airbnb, sono le modalità con cui è applicata la tassazione degli affitti brevi. In particolare sono previste:

  • la possibilità di applicare la cedolare secca del 21% (cioè di un'imposta sostitutiva pari al 21% di quanto incassato) su tutti gli affitti brevi, compresi i subaffitti, i contratti conclusi dal comodatario e quelli che comprendono servizi di biancheria e pulizia;
  • l'applicazione obbligatoria di una ritenuta d'acconto del 21% da parte dell'intermediario che incassa i canoni d'affitto;
  • la comunicazione obbligatoria all'Agenzia delle entrate, da parte dell'intermediario, di tutti i contratti d'affitto conclusi per suo tramite.


Tassa sugli affitti brevi e cedolare secca

Per capire meglio le novità introdotte quest'anno, bisogna comprendere come funziona, nella generalità dei casi, la tassazione degli affitti.

Un privato che affitta una casa può pagare le imposte sul canone di affitto:

  • con il regime ordinario, cioè sottoponendo a tassazione ordinaria il canone d'affitto: in questo caso il canone, decurtato del 5%, entra a far parte dell'imponibile Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), assieme agli altri redditi del contribuente; in caso di registrazione del contratto di locazione, poi, devono anche essere pagate le imposte di registro e di bollo;
  • con il regime sostitutivo della cedolare secca.

Molti non sanno che la cedolare secca è un'imposta che sostituisce non solo l'Irpef sull'immobile e le addizionali, ma anche le imposte di bollo e di registro, che vanno pagate nel caso in cui il contratto sia registrato; le aliquote d'imposta sono attualmente due:

  • il 10% nel caso in cui il canone sia concordato (calmierato);
  • il 21% per gli altri casi, cioè per la locazione in regime di libero mercato; questa è l'aliquota che si deve dunque utilizzare per le locazioni ad uso turistico, quindi per l'affitto case vacanza.

In pratica, se il totale dei canoni di affitto percepiti nell'anno è pari a 10.000 euro, il proprietario paga 2.100 euro di cedolare secca.

Chi può beneficiare della tassa sugli affitti brevi del 21%

Possono beneficiare della tassazione agevolata del 21% non soltanto il proprietario dell'immobile affittato, ma anche l'inquilino e il comodatario che subaffittano: questi ultimi, però, possono applicare la cedolare secca solo per i contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017, grazie alle previsioni della manovra bis [1], cioè della norma che ha le novità in materia di tassazione degli affitti brevi. Per i contratti stipulati precedentemente, i compensi derivanti dal subaffitto si devono dichiarare tra i redditi diversi e sono assoggettati a tassazione ordinaria.

Su quali contratti si applica la ritenuta sugli affitti brevi

La ritenuta si applica solo sui contratti d'affitto che durano meno di 30 giorni (la durata è 30 giorni in tutto al massimo in un anno tra le stesse parti).

Il contratto non deve essere stipulato nell'esercizio di attività d'impresa.

Non sono assoggettati a ritenuta i contratti che prevedono anche la fornitura di pasti, prima colazione e servizi accessori come auto a noleggio o guida turistica.

Sono invece assoggettati a ritenuta i contratti d'affitto breve che prevedono i seguenti servizi accessori: wi-fi, utenze, aria condizionata, pulizia e cambio biancheria.

Chi deve applicare la tassa sugli affitti brevi

La tassa sugli affitti brevi, come anticipato, deve essere applicata dall'intermediario che riceve il canone di affitto.

Sono considerati intermediari i portali web, come Booking o Airbnb, le agenzie immobiliari, i property manager e chiunque svolga l'attività d'intermediazione negli affitti, anche se in forma non esclusiva e anche se residente all'estero.

Se il canone è pagato tramite intermediari finanziari, ad esempio con carte di pagamento o Paypal, questi non sono considerati intermediari ai fini della normativa e non devono effettuare la trattenuta del 21%.

Se l'inquilino dà all'intermediario un assegno intestato al proprietario, la ritenuta non deve essere applicata perché l'intermediario non ha la reale disponibilità dei soldi.

Come si calcola la ritenuta sugli affitti brevi

La trattenuta del 21% si applica sul canone lordo indicato nel contratto di affitto breve, ma non su eventuali penali, caparre o depositi cauzionali.

La ritenuta si calcola anche su eventuali spese accessorie, se forfettizzate con il canone, mentre sono escluse le spese sono riaddebitate analiticamente all'inquilino, sulla base dei costi e dei consumi effettivamente sostenuti. Peraltro, chi affitta non deve considerare questi rimborsi spese ai fini della determinazione del reddito fondiario.

La tassa sugli affitti brevi si applica alla provvigione?

Sulla provvigione dovuta all'intermediario non si applica la ritenuta, né quando la provvigione è addebitata direttamente dall'intermediario all'inquilino, né quando l'intermediario l'addebita direttamente a chi affitta. La ritenuta sulla provvigione si applica, invece, se questa è trattenuta dall'intermediario sul canone dovuto al locatore in base al contratto.

Come si paga la tassa sugli affitti brevi

La tassa sugli affitti brevi deve essere pagata entro il 16 del mese successivo all'applicazione della ritenuta da parte dell'intermediario.

In parole semplici, l'intermediario riceve i compensi per l'affitto e versa i compensi, meno la ritenuta del 21%, al proprietario ( o alla diversa persona che affitta). Entro il 16 del mese successivo al pagamento deve versare la ritenuta applicata con modello F24.

Come si dichiara la tassa sugli affitti brevi

Il proprietario, o la diversa persona che affitta l'immobile, non deve fare nulla, dovrà solo inserire i compensi nella dichiarazione dei redditi l'anno successivo (ad esempio i canoni di affitto ricevuti nel 2017 devono essere dichiarati nel 730/2018), e decidere se assoggettarli a cedolare secca, nel qual caso la ritenuta del 21% sarà a titolo definitivo, o alla tassazione ordinaria: in quest'ultimo caso, quanto trattenuto sarà considerato un acconto d'imposta.

Se poi il contratto di locazione, è concluso tramite intermediari immobiliari, agenzie ma anche tramite portali internet come Airbnb, Expedia, Booking, questi diventano sostituti di imposta e sono obbligati a trattenere la ritenuta del 21% al momento del pagamento e di riversarla poi allo Stato italiano.

Altro adempimento previsto, è l'invio della certificazione unica ai proprietari che hanno affittato l'immobile avvalendosi di un intermediario immobiliare.

Per quanto riguarda la TARI, tassa sui rifiuti occorre verificare la delibera comunale ove è ubicata la casa vacanze, generalmente però gli immobili concessi in locazione, in uso o comodato d'uso dati a non residenti nel comune per un periodo inferiore all'anno, come ad esempio appartamenti affittati a turisti, la Tari è dovuta dal proprietario dell'immobile per tutto l'anno, se invece la casa è affittata con un contratto di locazione superiore all'anno, la tassa sui rifiuti è dovuta dall'affittuario dell'immobile anche se non residente.

Per la TASI tassa sui costi indivisibili del comune, invece, il discorso cambia, infatti, per l'effetto della precedente Legge di Stabilità, che ha previsto l'esenzione dal pagamento della TASI per gli affittuari che locano un immobile come abitazione principale e che detengono l'immobile per più di 6 mesi.

Approfondimento su un tema che fa discutere da anni

Molti operatori immobiliari ci dicono che stanno aumentando le richieste di ricerca per acquisto di immobili da adibire a locazione turistica; avevamo già sommariamente trattato l'argomento ma, dato l'interesse, ci è sembrato opportuno riprenderlo ed approfondirlo a beneficio anche dei lettori di 'Casa e...' che potrebbero trovare tra le offerte sulla nostra rivista l'immobile adatto per questo tipo di investimento.Va detto per completezza di informazione che la normativa non ha soddisfatto proprio tutti: secondo gli operatori turistici il nessun obbligo di classificazione, nessuna dichiarazione di inizio attività (che è un passaggio chiave:
attraverso questa il Comune monitora l'attività e verifica che gli immobili abbiano i requisiti di abitabilità), e nessun obbligo di esporre prezzi può essere interpretato come un clamoroso incentivo all'abusivismo e alla conversione di appartamenti da unità abitative per residenti a strutture per turisti.

La liberalizzazione degli affitti di alloggi turistici
Con la Delibera regionale dello scorso 13 Luglio 2015, la numero 881, si può affermare che sia cominciata una vera rivoluzione nel settore delle locazioni turistiche; si sono infatti andati a ridefinire tanto le modalità operative, quanto lo status degli appartamenti introducendo minori oneri per i proprietari. Secondo gli addetti ai lavori si tratta di un provvedimento che dovrebbe dare nuovo impulso al mercato delle locazioni, mercato che ha conosciuto un rallentamento sia dovuto alla crisi, sia ai soliti problemi di questa forma contrattuale quali, ad esempio, le procedure che non tutelano la proprietà nella liberazione degli alloggi.
Questo provvedimento va a rafforzare ulteriormente una tendenza che ha visto già molti proprietari convertire contratti di lunga durata con questi di uso turistico e breve durata, anche per un mero tornaconto finanziario, decisamente migliore. Importante poi il fatto che le locazioni turistiche tra le strutture ricettive extra alberghiere e quindi gli appartamenti utilizzati con tali contratti non saranno soggetti a classificazione ed i proprietari avranno pochi adempimenti da assolvere, senza più tassa di soggiorno né cambi di destinazione d'uso da fare. Infine, l'aspetto fiscale: i proventi di questo tipo di locazione vanno dichiarati come redditi da fabbricati sommando quanto percepito nell'arco dell'anno fiscale.

Le informazioni generali del Comune di Verona (Fonte: comune.verona.it)

La locazione turistica si riferisce alla concessione in locazione di appartamenti (o case) per finalità turistiche (ai sensi dell'art. 3 della Legge della Regione del Veneto 30 dicembre 2014 n. 45), senza dare servizi ai turisti durante il loro soggiorno.• Sono consentite dal locatore: l'erogazione di acqua, luce, gas ed eventuale riscaldamento/climatizzazione, la manutenzione dell'alloggio, la riparazione e sostituzione di arredi e dotazioni deteriorati, la pulizia dell'alloggio ad ogni cambio ospite.• Il locatore turistico provvede alla pulizia delle stanze ed al cambio della biancheria dell'ospite solo quando il turista ha concluso il periodo di soggiorno per lasciarlo pulito per la prossima locazione, senza fornire agli ospiti alcun servizio turistico durante il soggiorno.• Chiunque (persona fisica, giuridica, società, ente, associazione, agenzia) può dare in locazione alloggi a turisti.• Il locatore turistico non deve presentare la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività).• Gli immobili dati in locazione ai turisti non hanno l'obbligo di avere una destinazione edilizia "turistico- ricettiva" ma devono avere una destinazione di tipo residenziale (categorie catastali di tipo 'A' con l'eccezione della categoria 'A/10').• Il locatore turistico deve corrispondere al Comune l'imposta di soggiorno.• Le agenzie immobiliari ed in genere tutti i mandatari, in caso di locazione di più alloggi devono comunicare i dati relativi al locatore, indirizzo, camere, posti letto, apertura di ogni alloggio così come previsti nella "scheda dettaglio" del modulo regionale.• La pubblicità sul web dell'appartamento e/o casa in locazione turistica non è soggetta all'imposta sulla pubblicità.• I privati che, occasionalmente, affittano alloggi a turisti, non hanno alcun obbligo ai fini I.V.A. purchè non esercitino l'attività a livello abituale e professionale.• Per locazioni turistiche di durata superiore ai 30 giorni è necessaria la registrazione del contratto con pagamento dell'imposta di registro (aliquota del 2% del canone e minima di euro 67,00). Per quelle di durata inferiore non è necessaria la registrazione.• L'alloggio dato in locazione turistica può coincidere con quello di residenza del locatore. Alle locazioni turistiche NON si applica quanto previsto agli artt. 2, 3, 4, 7, 8, 13 della legge 9 dicembre 1998 n. 431 (locazioni di immobili ad uso abitativo)
si applicano gli artt. n. 1575 e segg. del Codice Civile. Sono attribuiti al Comune la vigilanza, anche mediante l'accesso di propri incaricati, agli alloggi dati in locazione turistica e l'accertamento della violazione degli obblighi previsti dall'art. 27bis legge Regione Veneto 30 dicembre 2014 n. 45. Si applicano le sanzioni previste al medesimo art. 27bis comma 4 lett. a), b), c).

ADEMPIMENTI OBBLIGATORI

Chi intende iniziare tale attività ricettiva complementare in Comune di Verona, ha l'obbligo di: 1. Comunicare telematicamente e giornalmente (entro le 24 ore successive all'arrivo dell'ospite) alla Questura l'arrivo delle persone alloggiate.

2. Trasmettere al Comune la Comunicazione di "Locazione Turistica", utilizzando il modulo regionale con i dati relativi all'immobile ed al periodo di locazione.

3. Comunicare anche all'Amministrazione Provinciale di Verona i dati statistici di movimento degli ospiti, previo accreditamento da richiedere mediante il modulo predisposto dalla Regione Veneto.

4. Far corrispondere agli ospiti alloggiati l'imposta di Soggiorno, attualmente determinata in euro 1,50/persona/notte con un max di 5 notti.

5. Presentare la necessaria dichiarazione trimestrale entro 20 giorni dalla fine di ciascun trimestre solare (20 gennaio, 20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre).

6. Versare l'imposta entro 15 giorni dalla fine di ciascun trimestre solare (15 gennaio, 15 aprile, 15 luglio, 15
ottobre).

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

• LEGGE REGIONALE 14 giugno 2013, n. 11 - Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto.
• LEGGE REGIONALE 30 dicembre 2014, n. 45 - Modifiche della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto" e successive modificazioni.
• LEGGE 09.12.1998, n. 431 - Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo.• DECRETO DEL DIRETTORE DELLA SEZIONE TURISMO n. 42 del 13 agosto 2015 - Approvazione del nuovo modello regionale di comunicazione di locazione turistica, da presentare al Comune, ai sensi dell'articolo 27 bis della legge regionale n 11/2013, in sostituzione del modello contenuto nell'allegato A) della DGR n 881 del 13 luglio 2015.
• B.U.R n. 80 del 18 luglio 2015-09-24.